Messaggeri dell'Oscurità
Noi siamo il male

Noi siamo la tenebra

Noi bramiamo il potere in qualsiasi sua forma e in qualsiasi sua manifestazione!

Sei certo che il tuo coraggio ti permetta di varcare la soglia dell'oscurità?



 
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 Il Castello

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Oryama
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MessaggioTitolo: Il Castello   Mer Dic 12, 2007 11:42 am

Un enorme castello che nasconde un antico tesoro.

Un gruppo di avventurieri è chiamato dal re di un altro regno a cercare di entrare nel castello per impadronirsi del tesoro.

I personaggi devono presentarsi al re prima di cominciare quest'avventura testuale

Una volta che i personaggi si saranno presentati al re, l'avventura potrà cominciare.

Dal fondo del sentiero una figura minuta sta prendendo forma, un nero mantello che continua fin sul capo, aliena ogni forma del essere. L'andatura composta e stabile fa pensare che sia diretto nella giusta direzione. Giunto alle porte del castello attede che qualcuno apra.

In un altro luogo, Lyrjin strappa il volantino dal muro a cui e' affisso e legge incuriosita...
puoi immaginare facilmente cosa sta pensando.

*Da quanto sara' affisso?Non l'ho mai visto prima...mhmm...un tesoro eh?....sì...potrebbe rivelarsi un'aventura interessante...ma di che tesoro si tratta? Se c'e' bisogno di un manipolo di avventurieri per recuperarlo chissa' quanti ostacoli trappole e terribili mostri riserva il castello...e a me? cosa ne viene? Magari dopo tutta la fatica che faremo per arrivare al tesoro il Re lo vorra' per se'..magari ci darà una misera medaglia...nono...devo informarmi meglio...e sentire i miei compagni di avventure cosa ne pensano...HEY!TU!CHE FAI?SPII NEI MIEI PENSIERI?*

Lyrjin sparisce dalla tua vista. Se n'è andata?

Un fruscio indistinguibile e la ragazza appare dove prima c'era solo aria, accanto all'essere incapucciato.
Lo guarda e gli dice: "Entro con te".

Guardando la donna , e cercando di capire cosa ci potesse fare una donna in un posto come quello replica dicendo: "Non credo ci sia posto per una giovane donna in un posto come questo. Vi consiglio di tornare li', dove il vostro incantesimo e' stato pronunciato.

Lyrjin rimane per un attimo interdetta, osserva l'essere con i suoi grandi occhi smeraldini come a volerne scrutare l'animo, infine con calma risponde.

"Povero stolto, le donne sono ben accette ovunque esse vadano...Io sopra tutte. E comunque la mia non era una domanda. Entro con te."

Dopo alcuni attimi di silenzio, il giovane girandosi verso la donzella pronuncia:
"Bhe' se il vostro coraggio vi spinge fin qui, non vuol dire che il vostro corpo debba andare oltre. Inoltre non volevo imporvi di tornare a casa, ma volevo semplicemente incoraggarvi a rifiutare la missione, inquanto piena di pericoli. E sinceramente non mi felicita l'idea di vedere una simile giovane alle prese di certe avventure."

Un tozzo nano vestito di tutto punto incede con passo sostenuto verso il carraio del castello. Giunto nei pressi, scruta con attenzione l'aitante che attende l'evento, e la giovane che, gli pare, ha gia' avuto modo di incontrare in un noto posto di ristoro di un regno limitrofo.
Dopo aver invano atteso del tempo affinche' che gli venisse concesso il varco ad entrare, si siede ed inizia a pregare gli Dei, com'e' suo solito fare.

Lyrjin nell'udire le ultime parole del misterioso individuo incappucciato non puo' fare a meno di mettersi a ridere di gusto.
Poi d'improvviso, seria, allunga una mano e con un rapido gesto toglie il cappuccio dalla testa di colui che osa proferire giudizi e dispensar consigli non richiesti. Non si puo' leggere nessuna reazione a cio' che vede, nei suoi occhi solo rabbia e odio.

"Guardami bene negli occhi!" Le sue rosse labbra sono ridotte a una fessura...la sua voce un sussurro gelido..."...Non osare mai piu' rivolgerti a me con quel tono o te ne pentirai amaramente." una mano invisibile frutto della sua mente stringe il collo del malcapitato sconosciuto..."Se per te e' un problema che io sia qui sei libero di tornare da dove sei venuto. Sono qui per prendere informazioni...in modo da poter rispondere all'Oscuro Signore se interrogata circa la missione al castello. Ora spostati...se non vuoi entrare con me, entrero' da sola!"

Lasciando la presa mentale nei confronti dell'essere, Lyrjin si rivolge al portone: "Apriti a me!" e così dicendo batte tre colpi sulla ruvida superficie di legno con l'elsa della sua spada.

Kritos rimane immobile a osservare la donna; aggresiva, coraggiosa e abbastanza abile...
La sua reazione istiga l'uomo a veder fin quando la donna e' capace di osare e continua dicendo:

"Hei Hei non c'e' bisogno di scaldarsi tanto" (mentre si sistema il cappuccio in modo da celare il suo volto). "E poi, cosa credete di fare scatenando cosi' la vostra ira? Potreste trovar difronte Qualcuno che vi faccia tacer prima che voi pensiate qualunque cosa.". Dopo aver terminato, fissa il portone immobile difronte a se, e continua dicendo: "Se volete che l'Oscuro signore vi accolga, fate in modo di arrivarci sana e salva." Sfilandosi il cappuccio e mostrando i suoi occhi Bianchi, divorati dalle pene dell'inferno..."E non sfidando il primo che passa...."

Stufato dalla situazione, si siede sotto le mura attendendo...

Un nano prosegue a passo lento lungo la strada sterrata che porta al castello. Lo vedete avvicinarsi a voi mano a mano, distinguendo prima il mantello grigio che l'avvolge; poi, a tratti, la logora armatura parzialmente coperta dal manto; infine, l'elsa di uno spadone che spunta da dietro le spalle, arma che evidentemente porta legata alla schiena.
Il volto, solcato da profonde rughe, e la folta barba bianca ne tradiscono l'avanzata eta'. E gli occhi... gli occhi neri come la notte piu' buia raccontano mille e mille storie, di sconfitte e vittorie, di sangue e magia. Fissa lo sguardo davanti a se', verso il gigantesco portone del castello. Non da' segno d'avervi notato.
D'improvviso si ferma, lo sguardo corre agli alti merli ed alle sagome delle torri al di la' del muro. La vista gli si annebbia e pare perso nei ricordi. La bocca si muove appena, pronuncia flebili poche parole sconnesse:
'... pioggia... fuoco ardente... lei viene... per me... morte, morte, morte...'
La parola rieccheggia nell'aria come un'arcana, cupa formula magica.
Poi il nano pare tornare in se'. Si guarda attorno, forse notando per la prima volta i tre avventurieri ivi presenti. Scuote la testa ed esala un triste sospiro.

Il castello è immenso, una pietra liscia e leggermente riflettente si staglia dinnanzi agli avventurierie sembra quasi che li osservi.

Non ci sono porte e non ci sono finestre e non ci sono torri...anche volando non si riuscirebbe a ricavarne un granchè.

Il nano Klenir, visibilmente spazientito da quest'attesa che sembra interminabile, si alza con l'intenzione di perlustrare i dintorni del castello in cerca di qualche ingresso secondario, forse abilmente celato.
Il templare inizia il suo giro dal lato est della costruzione...

il nano svolta l'angolo dell'immenso castello e comincia a camminare sul lato est del castello

...

il tempo sembra non passare mai e costeggiare il castello sembra si stia rivelando un'ardua impresa, il sole è ancora alto nel cielo, ma sembra che le mura del castello non vogliano aver fine, nemmeno per svoltare ancora a destra. Volgendo lo sguardo dietro di se il nano nota solamente altro muro.

Il nano prosegue imperterrito nella sua ricerca, testardo come il mulo che ha lasciato legato alla fine della strada che l'ha condotto dinanzi al castello, conscio di aver con se' provviste a sufficienza per giorni di marcia, e pronto a sfidare qualsiasi nemico gli possa parar dinanzi.

Sta per calare la notte, il nano è ancora intento a scoprire il mistero di questo castello e del suo interminabile muro leggermente riflettente, come se lo stesse osservando quando...

di colpo sente uno strano rumore e una leva comincia ad apparire da una crepa nel muro, come d'incanto una leva!

La ragazza stanca di aspettare e seccata dal battibecco avvenuto con quell'essere incappucciato, decide di avanzare e cercare un ingresso secondario. Ha visto il nano dirigersi con sicurezza verso est e decide di seguirlo....sembra conosca la strada...

"Di cose nella mia vita ne ho viste tante ! Troppe!"

...penso' tra se' e se' il nano Klenir. Eppure la comparsa dal nulla di quella leva lo faceva indugiare...

"Un invito alla morte. Che sia questo cio' che il fato ha disegnato per me ?"

La leva era inoltre un po' troppo alta affinche' il nano riuscisse ad arpionarla con la mano.

"Che sia questo un segno a lasciar correre ?"

Ma la testardaggine prese il sopravvento, e l'astuzia, rara dote da addurre ad un nano, gli fece gettare a terra il suo zaino rigonfio, cosi' da far da appoggio per toccar con mano lo strano aggeggio.

Fu cosi' che Klenir riusci' a tirare la leva...

Gli occhi del vecchio nano si perdono nuovamente nel nulla.
Volge il capo da ponente a levante, come a cercar qualcosa a lui solo noto. Ma lo sguardo e' fisso, e' evidente che pur guardando in quella direzione non vede la giovane che da lui si allontana seguendo il perimetro dell'imponente cinta muraria del castello.
Poi, come sospinto da mano invisibile, si muove lentamente verso di lei. Due passi e i suoi occhi tornano lucidi.
Sospira.
"Il nostro Destino e' segnato" sibila, voltandosi per un'ultima volta verso lo gnomo incappucciato.
"Che gli Dei abbiano pieta' delle nostre anime corrotte" proclama puntandogli contro un dito accusatorio.
Poi si volta e segue la ragazza, ormai e' gia' lontana.

svoltando verso est la giovane ragazza vede ancora impresse in terra le impronte del nano che prima di lei aveva cominciato ad intraprendere il cammino. Le mura del castello continuano inesorabili senza fine, leggermente riflettenti, sembra quasi che la osservino...

ad un certo punto le impronte del nano girano verso le mura del castello e verso le mura terminano

una grata appare lentamente davanti alla giovane ragazza.
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MessaggioTitolo: Re: Il Castello   Mer Dic 12, 2007 11:47 am

il vecchio nano comincia a seguire la giovane ragazza, ma la perde strada facendo e rimane a camminare da solo seguendo le mura del castello che sembra non finiscano mai, stranamente riflettenti, sembra quasi che l'osservino...

continuando a camminare il vecchio nano sente uno strano rumore, come di mura che si muovono, provenire dall'ingresso del castello, da dove era prima

appena dopo aver tirato la leva...

uno strano rumore come di mura in movimento si sente provenire dall'ingresso del castello, dalla zona di partenza.

Il nano si guarda alle spalle, per un momento pare dubbioso se interrompere il suo cammino e tornare sui suoi passi. Poi volta la testa e fissa le mura proseguire ininterrottamente verso est, nessuna traccia della giovane e tantomeno del nano che la precedeva. S'accarezza la lunga barba, pensieroso e disperato allo stesso tempo:
"Presto sara' notte ed io devo, devo ritrovarli! Non posso andare fino in fondo senza di loro. Avrei dovuto raccontar loro tutto... forse. Ma sarebbe stata una pazzia!"

Di nuovo torna a sospirare. Alza gli occhi al cielo che si rabbuia. Solleva una mano ed immobile attende. Nulla accade. Le labbra si muovono appena, scandendo inudibili parole. Chiude gli occhi. Gocce di sudore gli imperlano la fronte, ora corrucciata in un'espressione di massima concentrazione.

Respira affannosamente ora, il braccio cade stanco al suo fianco. Gli occhi si aprono a fessura: di fronte a lui e' la ragazza, pare spaesata per un istante ma subito riprende il proprio autocontrollo mentre comprende d'esser stata evocata dalla magia del vecchio.

Con voce roca, il nano pronuncia poche parole, che suonano stanche alle sue stesse orecchie:
"Non andare. Non ancora."

Cade il silenzio. Il nano la fissa.
"Perira'. E noi tutti con lei" pensa.

Lyrjin guarda il nano fisso negli occhi, e nei suoi occhi vede timore e paura ma anche determinazione e forza.
La ragazza non proferisce parola ma i suoi occhi dardeggiano come fiamme verdi verso il nano barbuto che le sta di fronte...aveva già infilato le dita nella grata per aprirla...stava gia cercando di smuoverla dalla sua sede...
Le rughe di quel vecchio paiono più di un milione e ognuna sembra raccontare una storia diversa.
Sì, può fidarsi di lui.
Dopo aver calmato con grande sforzo la rabbia dentro di se, la ragazza riferisce al nano cio' che ha visto.
"Nano, c'era una grata laggiù! L'avrei aperta se tu non mi avessi evocata ma immagino tu abbia avuto le tue buone ragioni per fermarmi"
Gli occhi di Lyrjin scorrono ora verso l'immenso castello.
"Il destino ha voluto così...d'ora in poi proseguiremo assieme" e poi in un sussurro aggiunge... "fino a quando il destino non decidera' di separarci nuovamente"

Il nano sorride alla giovine.
"Sei una ragazza saggia. Il nostro Destino e' entrare in quel castello. E tutti noi lo faremo, in un modo o nell'altro. Ma se gli Dei ci hanno qui radunato, assieme, a compiere codesta missione, chi siamo noi per osar dividere cio' che Essi hanno unito?"
Il tono si fa piu' cupo.
"Vorrei solo... solo..."
Sospira tristemente, scuotendo la testa, come a scacciare pensieri non voluti, pensieri di sofferenza e di morte.
Oppur visioni.

Stranamente riuniti, la giovane e l'anziano nano, si ritrovano ad accamparsi assieme. Ormai è calata l'oscurità e i due cominciano i preparativi per superare indenni la notte quando...

una strana grata comincia a fuoriuscire dal muro, lentamente comincia a materializzarsi di fronte ai due, come se avesse seguito i passi di una o dell'altro.

Klenir la leva tirava
ma lontano rumore accadeva
'Eppur si muove!' pensava
suggello di fede 'si era

Mesto cosi' s'indubbiava
sul fato che or l'attendeva
ma solo l'oblio permeava
e irretito scrutava la leva

La luna d'un tratto danzava
con stelle di notte sincera
cosi' il viso si girava
e la via di ritorno vedeva

L'indugio gli stolti bramava
e il nano cosi' non pareva
quandunque i suoi tacchi girava
e la strada all'inverso prendeva...

Il giovane nano ci mise giusto pochi minuti a tornare all'ingresso del castello, notando una figura ancora seduta accanto ad un albero.

Ormai era notte e avrebbe dovuto attendere l'alba per accorgersi di una piccola fessura alla base di una enorme porta che si era materializzata dinnanzi a lui.

Lyrjin perplessa guarda la grata riapparsa lì, di nuovo di fronte a lei, poi guarda il nano e poi di nuovo la grata indicandola.
"E' apparsa una grata! Proprio come quella che c'era di là! Nano dammi una mano! La solleveremo con maggior facilità in due, e qualsiasi cosa ci ci sia là dietro la affronteremo assieme."

la grata ondeggia come impaziente di essere aperta e a volte scompare e riappare come in attesa

"Devo dunque percorrere la tenebrosa via fino in fondo?" riflette il nano.

Annuisce alla giovane donna. "Proseguiamo, poiche' non abbiamo altra scelta. Ma sappi che al di la' di quella grata un triste Fato ci attende. I nostri passi gia' compaiono tra le pagine del Destino, non ci resta che compierli." dice con un fil di voce ed estrae dalle pieghe del grigio manto una fiala color avorio. Con mosse esperte ne rimuove il tappo e l'ingurgita tutta d'un fiato.

Mentre un lampo di determinazione attraversa i suoi occhi, getta il contenitore ormai vuoto nell'erba. Affianca quindi Lyrjin ed afferra la grata con due mani, cercando di sollevarla.

La grata cede di colpo alla presa forte e piena di coraggio dell'anziano nano rivelando un passaggio stretto e insidioso, ma percorribile da entrambi, come se quel castello volesse farli passare, come se quel castello riflettente quasi li vedesse, come se quel castello stesse decidendo cosa farne di quei due avventurieri così uniti e pronti a tutto.

Alla fine del cunicolo i due si ritrovano in una stanza apparentemente senza uscite.

due mattoni sul soffitto hanno uno strano colore ramato

La ragazza avverte all'improvviso uno strano mal di testa; non è il solito fastidio che asserisce di avere la sera per dribblare le richieste del fidanzato, è come se qualcuno usasse i suoi coni, bastoncelli e sinapsi varie per spiare l'interno del castello interferendo con le sue onde cerebrali
...infatti...
"Scusa se mi intrometto ma non ho potuto fare a meno di notare come ti donerebbero quei riflessi ramati, sarebbero perfetti col verde dei tuoi occhi"

Lyrjin sorride e senza pensarci troppo due volte si solleva da terra con la sola forza del pensiero.
"Mio caro Randar, apprezzo la tua compagnia mentale ma non adularmi proprio ora...le tue lusinghe potrebbero distrarmi e risultarmi fatali. Questo castello è così lugubre...e intriso di magia...mi ricorda un'altro luogo..."
La ragazza perlustra le pareti e non trovando alcuna apertura guarda il nano, suo compagno, che la osserva senza parlare e con occhi ricolmi di rassegnazione.
Lyrjin annuisce e subito dopo, morsicandosi il labbro inferiore, posa i palmi delle sue mani sulla ruvida superfice dei mattoni dal colore ramato posti sul soffitto.

i mattoni cedono subito al dolce tocco della giovane ragazza, scomparendo verso l'alto e facendo scattare un meccanismo nel muro ( almeno dal rumore così sembrerebbe).

un altro mattone appare lentamente su una delle pareti laterali della stanza, il colore del mattone tende al blu.
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MessaggioTitolo: Re: Il Castello   Mer Dic 12, 2007 12:04 pm

Lyrjin guarda il mattone dalla sfumatura bluastra appena apparso a lato del nano.
Con voce calma ma autoritaria si rivolge al vecchio barbuto.
"Nano, stai dormendo?Premi il mattone blu così potremo avanzare...o sei così terrorizzato da voler tornare indietro?Dimmi dunque?Devo proseguire da sola?"

Il nano si rianima all'improvviso. Scuote la testa, scacciando l'orrenda visione che gli si e' parata davanti agli occhi, offuscandogli i sensi. Apre la bocca come per dire... la richiude.
Assapora per un istante il silenzio tombale del luogo.
Quando parla la sua voce e' lugubre "Il mio timore nasce dalla certezza, giovane dama. Come vorrei che tutto cio' mi fosse risparmiato".
Indica poi il mattone blu, e' a portata di mano ma non sembra intenzionato a premerlo. "Comunque sia, sarai tu a farci avanzare. Cosi' e' scritto."

Non appena il vecchio finisce di pronunciare queste parole profetiche...Lyrjin ridiscende verso il suolo ma nel mentre perde l'equilibrio e nel disperato tentativo di evitare un ruzzolone tenta di aggrapparsi alla parete, toccando proprio il mattone blu!.

il mattone blu, anche se appena sfiorato dalla giovane ragazza, viene risucchiato nel muro e scompare lentamente.

Per qualche secondo non accade nulla, come se quel gesto e quelle azioni non avessero sortito alcun effetto, ma poi dai due fori aperti sul soffitto della stanza comincia a scendere qualche goccia d'acqua...

Da poche gocce, l'acqua comincia a scaturire copiosamente dal soffitto della stanza...che comincia ad allagarsi

L'acqua sgorga a fiotti, inondando la stanza. Il nano si guarda attorno in cerca di una via di fuga ma il tunnel da cui era giunto assieme alla giovane e' ora bloccato da una spessa lastra di pietra!

Il pericolo pare averlo risvegliato da un lungo sonno, ora i suoi occhi indagatori corrono da una parete all'altra in cerca di un'uscita. 'Non e' questo il nostro momento, sai' dice 'Devono esserci dei canali di scolo, da aprire per far defluire l'acqua una volta che la stanza sia piena'.

Fruga nel suo mantello, dal quale estrae una fialetta contenente un liquido dal colore rosa. La stappa e ne trangugia meta'. E' scosso da un brivido e quasi la fiala sfugge dalle sue dita. Poi ne offre alla ragazza. 'Nel frattempo dobbiamo sopravvivere. Non durera' molto, e' solo meta' dose e non ne ho altro' dice e la sua voce e' strana, quasi gorgogliante ora 'ma ci permettera' di respirare sott'acqua per qualche minuto. Purtroppo e' alquanto disgustoso...'

Con riluttanza Lyrjin ingurgita il liquido rimanente nella fiala passatale dal nano e subito con una smorfia riccaccia giu' un conato di vomito causatole dall'orribile sapore della pozione.

L'acqua gelida ormai le arriva al mento...La ragazza guarda verso l'alto, lo sguardo pensieroso, si rivolge al nano con la voce innaturale tremante di freddo.

"E se...e se...n-non ci fossero altre aperture che quella da dove scende l'acqua?"

l'acqua oramai avvolge interamente i due e la pozione li tiene in vita il giusto da fargli scoprire una via di fuga, forse l'unico modo per uscire da quell'anfratto era proprio riuscire a resistere nell'acqua che seppur gelida adesso rivela un altro mattone, stavolta di un intenso colore giallognolo, divenuto intenso proprio a contatto con l'acqua, proprio dopo che i due oramai si trovano completamente immersi in quel liquido. In basso, sul pavimento si trova adesso un mattone dorato.

Il nano nuota nell'acqua gelida. Poi la stanza si fa buia, la torcia che teneva in mano scivola ormai spenta verso il pavimento. Ed ecco, uno scintillìo, ed una pietra s'accende fra le sue mani emanando una dolce luce biancastra.
Il dorato mattone sul pavimento risplende. Il nano si muove verso la giovane, la tira per la manica ed indica verso il basso, annuendo, in un gesto che non e' sfida ne' imposizione... quanto puro fluire dei eventi inevitabili.

Lyrjin è ormai sommersa nel buio e nell'acqua. La bianca veste che l'avvolge, fluttuando nell'acqua le impedisce i movimenti...decisa a togliersela il prima possibile si gira per cercare il suo compagno di avventura. Lo trova proprio dietro di lei...le fà un cenno di assenso.

Lyrjin rimane perplessa...sara' mica che il nano sappia penetrare i segreti della sua mente?...ma ecco che le indica un mattone dorato posto sul fondo di quella stanza d'acqua...lo stupore della ragazza svanisce lasciando posto a un'espressione determinata e un sorriso soddisfatto appare sul suo volto.

Lyrjin si spoglia veloce mettendo tutti i suoi abiti in una borsa che poi passa al nano.

Con grazia nuota fino al fondo e senza esitazione posa il palmo della sua mano sul mattone dorato.

Premuto il mattone una serie di piccoli fori si formano sul pavimento, l'acqua comincia così a scendere lentamente e a defluire verso il basso.

Al posto del mattone dorato lentamente comincia a materializzarsi una porta.

Una porta dorata sul pavimento

Nuda e tremante Lyrjin si ritrova in ginocchio...la' dove c'era il mattone dorato ora c'e' il battacchio della porta che e' apparsa sul pavimento.
La ragazza si alza, volge il suo sguardo al nano e non puo' far a meno di trattenere un sorriso...
Quel vecchio nano barbuto ora sembra un pulcino spennacchiato tutto zuppo d'acqua com'e'.
Usando i poteri della sua mente lo solleva da terra, poi si avvolge nelle fiamme e anch'essa si solleva a mezz'aria...

"Nano, passami la borsa in modo che io possa rivestirmi...e se puoi asciugati un po'...Ora apriro' questa porta! Oramai si puo' solo avanzare!"

Il vecchio nano, galleggiando leggero nell'aria, scuote il capo in un gesto ormai familiare.
Gocciola copiosamente e pare esser piu' a disagio ora in volo che qualche istante prima, nella stanza sommersa.
Guarda la giovane, che non batte ciglio di fronte al suo sguardo. La squadra da capo a piedi. Lei lo fissa. Il nano assume un'espressione pensierosa, non sembra piu' accorgersi del suo volteggiare lento nell'aria. D'improvviso, getta il sacco di vestiti verso la fanciulla, con fare brusco.
"Rivestiti, forza. Mentre perdi tempo con questi giochetti, il triste Destino compie un altro passo verso di noi. E riportami a terra, che' dobbiamo proseguire". Per la prima volta dal suo arrivo al Castello, il suo tono suona autoritario...

"Povera giovane" riflette Rukgor amaramente, mentre sente le forze lasciarlo lentamente...

Lyrjin prende la borsa da terra e scruta attentamente il vecchio di fronte a lei come per valutarne i toni e le reazioni.

Il sorriso sul suo volto si piega in un ghigno malizioso.

"Che ti e' preso?...Non dirmi che non hai mai visto una donna nuda?!..."

Con fare divertito la ragazza si riveste mentre la sua mente riporta a terra il compagno evidentemente a disagio senza qualcosa di solido sotto i piedi.

La porta dorata risplende chiusa sul pavimento.

L'attenzione di Lyrjin e' ora tutta rivolta a quella soglia splendente...grazie al dono della chiaroveggenza che le appartiene da quando e' nata, apre la sua mente e tenta di scorgere cosa li attende...

Oltre la porta la giovane ragazza intravede a malapena un corridoio che scende verso il basso e verso l'oscurità. Aprire la porta vorrebbe quindi dire lasciarsi cadere verso il basso e verso ancora non si sa cosa.

Lyrjin avverte uno strano senso di inquietudine...guarda il nano...impassibile attende che lei apra la porta.
Non c'e' alternativa.
Con un gran sospiro la ragazza raccoglie le sue poche forze e afferrato il batacchio tira verso di se' la porta dorata aprendola...ed ecco il buio corridoio intravisto nella sua mente...e' ripido e oscuro...per un po' la ragazza rimane immobilizzata all'ingresso del passaggio che si perde nell'oblio dell'oscurita'...sembra piu' pallida...poi, senza guardarsi indietro, inizia ad avanzare lenta ed incerta verso il nulla che l'attende.

la giovane ragazza e il vecchio nano cominciano la discesa verso il nulla, riuscendo all'inizio a scalare il baratro verso il basso, aggrappandosi qua e là lungo le pareti fino quasi a rendersi conto di potercela fare, di riuscire a non cadere nel vuoto...cosa che inevitabilmente, vuoi per la stanchezza o per il destino avverso, alla fine accade. I due vengono fagocitati nel nulla...arrivando a cadere in un lugubre pozzo.

Il pozzo è sporco e scuro, una scala annerita e arrugginita risale verso un'apertura poco sopra le loro teste.

Lyrjin si risveglia di sopprassalto...una fitta alla gamba le strappa un gemito di dolore.

Tutto intorno a lei e' buio, l'umidita' le e' entrata nelle ossa e ha perso il senso del tempo.

La sua voce tremante e flebile rimbomba innaturale e sinistra nelle profondita' del nero pozzo.

"N-nano?"

Lyrjin piange sommessamente ricercando a tentoni nel buio il compagno di strada...un senso di angoscia e terrore le attanaglia il cuore...Fa' sempre piu' freddo...la gamba le fa' sempre piu' male...

Il suo urlo disperato rimbomba nel pozzo:

"NAAAANOOOOOOooo"

Ormai scossa dalla paura la ragazza si ranicchia in un angolo cercando di mettersi in contatto mentale con il suo compagno o con l'esterno...ma i suoi poteri non sembrano aver alcun effettto in quel luogo oscuro.

"Di che nano parli?!"
La voce proveniva, debole ma decisa, dall'angolo più buio della stanza.
"Ha varcato la porta mentre tu dormivi, già da un pezzo, il cigolio dei cardini rosicati proveniva più o meno di là...."
Ovviamente, al buio è impossibile capire la direzione in cui è puntato l'indice.
"Lo sapevo, avrei dovuto portare una torcia...Ma chi si poteva aspettare che la luce divina mi avrebbe abbandonato?"
E' un petto gracile quello che sospira, di qualcuno allo stremo.
"E poi i nani non hanno mai portato nulla di buono!Comunque, hai qualcosa da mangiare?E' un secolo che sono chiuso qui..."
Poi, come riscossosi dal torpore della fame e della sete, sofferenza che ti fa pensare solo a te stesso, egoista, e solo ai bisognacci del tuo corpo malandato ed inutile, l'essere flebile e trasparente per la magrezza tuonò, rincantucciato nel suo angolo buio: "E continua a piangere!Pentiti dei tuoi peccati, chè altro non avrai più da fare in questo posto!"

La giovane non è più sola...ma chi sarà mai questa strana figura apparsa stranamente dal nulla? e come mai questa persona pensa di trovarsi nel pozzo da secoli? e l'anziano nano avrà forse risalito la piccola scala del pozzo?

...

Non molto lontano

...

in una stanza buia e tetra una figura avvolta da un mantello d'ombra e nebbia osserva le due figure attraverso una sfera riflettente. Sul tavolo di fianco s'intravede un castello in miniatura e alcune pedine degli scacchi

La ragazza trasale nell'udire la voce che giunge dall'oscurita'.


Un senso di sollievo, quasi di gioia, la pervade...non e' sola!



Tra i singhiozzi inizia a muoversi verso la voce cercando di interrogarla "C-chi sei?" per capire da che parte essa provenga "Hai visto il nano uscire...allora...c'e' una via d'uscita?!".



L'acqua del pozzo le arriva appena alle caviglie e sotto i suoi piedi puo' sentire le ossa di chi prima di lei, da vivo o da morto, e' passato per quel pozzo.



"Cosa ci fai qui?"






Il dubbio, frutto della paura, si insinua lentamente...passo dopo passo...



"Come sei sopravvisuto fin'ora?"






domanda dopo domanda...







...ma non c'e' altra scelta che proseguire.




Sente di esser vicina ormai.




Avanzando lentamente, apre la sua borsa, ne estrae un tozzo di pane e allunga il braccio di fronte a se' sforzandosi di non tremare.



"Ho del pane se vuoi...non e' un gran che ma sempre meglio di niente..."

Con agilità improvvisa, le ginocchia dell'essere dell'ombra diventano molle, il corpo dinoccolato compie un balzo a ghermire il pane dalle mani della fanciulla.
"Non lo accetto per me, sappi" dice dopo un po', ancora masticando, "vedo che hai necessità di una guida, mio dovere è esserlo per te e mostrarti la via, perciò devo sostentarmi".
Il tizio era un umano di età indefinibile, ma non troppo vecchio, e ora che si era spostato alla luce non sembrava poi così malmesso, a parte i cenci che indossava.
Poi, nonappena i brani masticati di pane nel suo stomaco cominciavano a dargli energia, cercò di rispondere alle domande della ragazza.
"Sono qui da molto tempo", cominciò. Rifletteva:"Se misuro i giorni con gli intervalli delle mie preghiere - calibro perfetto per il tempo che passa - posso dirti che sono qui...vediamo...da ier l'altro. Come sono entrato, mi chiedi...C'era una porta lungo le mura, l'ho aperta, ho girovagato un po' al buio, e...ho perso la via...."
Un breve silenzio doloroso interruppe le sue parole.
"Di certo non mi sono fermato alla prima leva che ho trovato... Quale stolto lo farebbe", ridacchiò.
"Qualcosa di terribile si cela qui, e qualcuno adesca deboli di spirito facendo leva sull'avidità...non potevo non esserci. Non so da dove sia uscito il nano, o cosa abbia fatto, ho sentito solo un cigolio di cardini arrugginiti. Fortuna, la presenza di un nano non è mai buona cosa".

La ragazza osserva stupita la figura dinnanzi a se soppesando ogni sua parola con attenzione.
Un sorriso simile a un ghigno si delinea sul volto di Lyrjin, nei suoi occhi verdi non c'e' piu' paura....anzi, sembra divertita. E la sua voce ora e' determinata e sicura.
"Andiamo prete! E' ora di proseguire. Sorreggimi e guidami verso il rumore che hai udito!"
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glenwijn
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MessaggioTitolo: Re: Il Castello   Ven Dic 21, 2007 9:41 pm

"Hai atteso tanto prima di spingerti oltre. Attendi ancora un minuto. Concentrati, ascolta i rumori, gli scricchiolii, il sospirare tenue e rassegnato prodotto dalla vita segreta delle mura di quest'edificio; senti passare, grano a grano, fra le dita, il lento e dolce fluire del tempo, che ci conduce sereno verso l'unico esito. Cerca addirittura di percepire le vibrazioni sante che vengono dal cuore della terra, che pulsa anche per noi. Sembri una ragazza percettiva, puoi riuscire. Pensa un attimo al passato, a tutto ciò che avresti potuto fare per essere più in armonia con il disegno divino. E pentiti. Poi, trascorso un minuto, se niente sarà accaduto, andremo dove vuoi. Ma sappi...in questo posto i minuti sembrano avere un tempo tutto loro."
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MessaggioTitolo: Re: Il Castello   Dom Dic 30, 2007 1:49 am

La ragazza chiude gli occhi per qualche minuto, poi con tono perentorio si rivolge al figuro malconcio che le sta dinnanzi.
"Ho meditato abbastanza prete e ora so di essere in perfetta armonia con il disegno divino. Adesso alzati e cammina!"
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Il Castello
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