Messaggeri dell'Oscurità
Noi siamo il male

Noi siamo la tenebra

Noi bramiamo il potere in qualsiasi sua forma e in qualsiasi sua manifestazione!

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 Alterya

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randar
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Occupazione/Ozio : miles gloriosus
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Scheda del Personaggio
Livello:
0/50  (0/50)
Razza: umano circa
Classe: pissionnico

MessaggioOggetto: Alterya   Lun Mag 16, 2016 2:12 pm

Alterya sospiro' pesantemente. Era vestito come piu' si trovava a suo agio. La pesante e adornata armatura
gli ricopriva il busto, rendendolo ancora piu' possente. Le braccia nude mostravano i suoi tatuaggi, mentre gambe e testa erano ricoperte da acciaio.
La sua fida Spada Chrono pendolava da dietro la schiena, mentre un lungo mantello di dura corteccia copriva la schiena.
Cosi' si avvio' per i lunghi corridoi di pietra del consiglio di giustizia a Ugarit, i suoi passi pesanti e lo
sferragliare della sua armatura echeggiavano per il palazzo.

Apri' il portone e uscì, perdendosi nelle strade di Ugarit. Cammino' veloce, andando verso levante.
Cosi' in poco passo' i massicci portoni della città, e si perse nei campi.
Voleva passare del tempo da solo, doveva riflettere. Lo faceva di tanto in tanto
quando in lui risorgevano ricordi ormai assopiti dal peso degli eventi. Vlarnock, ormai faceva fatica a ricordare il nome della
sua citta' natale. Chissa', se il suo popolo viveva ancora, lontano da lui.
Come sovente capitava fu' pervaso da una furia immacolata. Camminava nella vallata che portava alla citta' dei giganti, su una strada frequentata. Alcuni altri passanti lo salutavano inchinandosi, i piu' pero' leggendo nel suo volto la sua rabbia chinavano il capo intimoriti. Tutti avevano sentito dei canti e delle leggende in cui la sua rabbia era immortalata come apparentemente insensata e spietata.
Senza dire nulla, allontanatosi da occhi indiscreti, si inerpicò verso la vetta della montagna, una delle piu' alte di quella catena montuosa.
Arrivato in cima si guardo' intorno.
Lo spettacolo era da mozzare il fiato, sotto di lui si poteva vedere tutto per decine di chilometri.

Ruggì di rabbia. Un urlo spietato, un affronto alla pace di quel luogo. L'eco del suo urlo si moltiplico', sembrando uno stormo di draghi che stessero attaccando.

Urlò verso il cielo, verso un Re che si era dimenticato di lui troppo presto, un Re di un popolo ormai dimenticato su questa terra che in passato gli affidò una missione che portò Alterya a rinnegare il suo popolo e lasciare la sua terra natia senza farne più ritorno.

Chinò poi il capo e i dolorosi ricordi fluirono incessanti…

"Signore, VOGLIO lasciare il mio incarico, la sua guida, non posso continuare!" si guardo' intorno irato ed aggiunse:
"Sono stato un incapace e devo solo tremare dalla paura del suo giudizio!".
Giunse una risposta in breve tempo. La voce del suo Re, che conosceva bene, cominiciò a parlargli.
“Tu Cavaliere e Vendicatore del tuo signore, sei sicuro della tua scelta?".
Alterya annui', gli occhi chiusi per meglio focalizzare la voce che sentiva.
"Io ho chi ti potra' sostituire, da quando hai mancato al tuo dovere ho cercato, e finalmente ho trovato.. chi cercavo." ci fu una pausa, e Alterya senti in cuore di aver paura, di morire ora e subito in maniera vile, e sprofondare nell'abisso per sempre.
Tuttavia la voce riprese.
"Tu credi davvero che questa tua scelta possa in qualche modo ferirmi? No, non e' cosi'.".
"Ti ho dato privilegi superiori a quelli di qualsiasi altro Cavaliere mi serva e tu per anni mi hai servito. La tua anima mi appartiene e il tuo destino pure. Io costruisco ora il tuo destino, a te' solamente seguirlo.".
Alterya in cuor suo sapeva benissimo cosa il suo signore gli stava per dire.

"Alterya, tu ora sei tornato libero. Vai e prendi la tua vendetta. Saziati e saziami con il sangue degli sterminatori del tuo popolo!", un altra pausa molto breve e la voce sembro' cambiare:"La tua unica punizione sara' conoscere parte del tuo destino.
"Altro dio che potrai servire sara' solo la dea dei massacri. Vendicherai e morirai nella tua vendetta. Allora il tuo spirito verra' a me'! Ora vai, libero, ma legato al tuo giuramento in un futuro vile e glorioso al tempo stesso!".

Da quel momento Alterya cominiciò a peregrinare ed esplorare nuove terre, alla continua ricerca di qualcosa che appagasse la sua sete di sangue…

Tutto ad un tratto i ricordi di Alterya vennero interrotti da una scura voce, un’altra voce che il Guerriero aveva imparato a temere e rispettare, era la voce di Oryama, suo maestro e inquisitore del potente Clan dei Messaggeri dell’Oscurità.

Oryama colui che lo salvò dalla rabbia cieca e gli insegnò a canalizzare le forza per la gloria del Clan.

“Guerriero, ridestati, l’ora è giunta. Il tuo addestramento è finito, sei pronto per affrontare La Prova… “

Alterya fece un cenno fermo verso il suo Maestro bramoso di dimostrare il suo valore di fronte ai Tiranni Oscuri ed al Concilio. Alzò ancora una volta gli occhi al cielo ed un nuovo urlo potente riempì l’aria:

"Distruggero' ogni cosa sulla mia strada, spezzero' ossa e maciullero' carni. Sono Alterya figlio di Rolgh e signore della tribu' dei Cuh-Rurmoh, avro' cio' che ho sempre chiesto e moriro' appagato. Sarò portatore di Morte e Devastazione!"
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Alterya
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