Lyrjin guarda il mattone dalla sfumatura bluastra appena apparso a lato del nano.
Con voce calma ma autoritaria si rivolge al vecchio barbuto.
"Nano, stai dormendo?Premi il mattone blu così potremo avanzare...o sei così terrorizzato da voler tornare indietro?Dimmi dunque?Devo proseguire da sola?"
Il nano si rianima all'improvviso. Scuote la testa, scacciando l'orrenda visione che gli si e' parata davanti agli occhi, offuscandogli i sensi. Apre la bocca come per dire... la richiude.
Assapora per un istante il silenzio tombale del luogo.
Quando parla la sua voce e' lugubre "Il mio timore nasce dalla certezza, giovane dama. Come vorrei che tutto cio' mi fosse risparmiato".
Indica poi il mattone blu, e' a portata di mano ma non sembra intenzionato a premerlo. "Comunque sia, sarai tu a farci avanzare. Cosi' e' scritto."
Non appena il vecchio finisce di pronunciare queste parole profetiche...Lyrjin ridiscende verso il suolo ma nel mentre perde l'equilibrio e nel disperato tentativo di evitare un ruzzolone tenta di aggrapparsi alla parete, toccando proprio il mattone blu!.
il mattone blu, anche se appena sfiorato dalla giovane ragazza, viene risucchiato nel muro e scompare lentamente.
Per qualche secondo non accade nulla, come se quel gesto e quelle azioni non avessero sortito alcun effetto, ma poi dai due fori aperti sul soffitto della stanza comincia a scendere qualche goccia d'acqua...
Da poche gocce, l'acqua comincia a scaturire copiosamente dal soffitto della stanza...che comincia ad allagarsi
L'acqua sgorga a fiotti, inondando la stanza. Il nano si guarda attorno in cerca di una via di fuga ma il tunnel da cui era giunto assieme alla giovane e' ora bloccato da una spessa lastra di pietra!
Il pericolo pare averlo risvegliato da un lungo sonno, ora i suoi occhi indagatori corrono da una parete all'altra in cerca di un'uscita. 'Non e' questo il nostro momento, sai' dice 'Devono esserci dei canali di scolo, da aprire per far defluire l'acqua una volta che la stanza sia piena'.
Fruga nel suo mantello, dal quale estrae una fialetta contenente un liquido dal colore rosa. La stappa e ne trangugia meta'. E' scosso da un brivido e quasi la fiala sfugge dalle sue dita. Poi ne offre alla ragazza. 'Nel frattempo dobbiamo sopravvivere. Non durera' molto, e' solo meta' dose e non ne ho altro' dice e la sua voce e' strana, quasi gorgogliante ora 'ma ci permettera' di respirare sott'acqua per qualche minuto. Purtroppo e' alquanto disgustoso...'
Con riluttanza Lyrjin ingurgita il liquido rimanente nella fiala passatale dal nano e subito con una smorfia riccaccia giu' un conato di vomito causatole dall'orribile sapore della pozione.
L'acqua gelida ormai le arriva al mento...La ragazza guarda verso l'alto, lo sguardo pensieroso, si rivolge al nano con la voce innaturale tremante di freddo.
"E se...e se...n-non ci fossero altre aperture che quella da dove scende l'acqua?"
l'acqua oramai avvolge interamente i due e la pozione li tiene in vita il giusto da fargli scoprire una via di fuga, forse l'unico modo per uscire da quell'anfratto era proprio riuscire a resistere nell'acqua che seppur gelida adesso rivela un altro mattone, stavolta di un intenso colore giallognolo, divenuto intenso proprio a contatto con l'acqua, proprio dopo che i due oramai si trovano completamente immersi in quel liquido. In basso, sul pavimento si trova adesso un mattone dorato.
Il nano nuota nell'acqua gelida. Poi la stanza si fa buia, la torcia che teneva in mano scivola ormai spenta verso il pavimento. Ed ecco, uno scintillìo, ed una pietra s'accende fra le sue mani emanando una dolce luce biancastra.
Il dorato mattone sul pavimento risplende. Il nano si muove verso la giovane, la tira per la manica ed indica verso il basso, annuendo, in un gesto che non e' sfida ne' imposizione... quanto puro fluire dei eventi inevitabili.
Lyrjin è ormai sommersa nel buio e nell'acqua. La bianca veste che l'avvolge, fluttuando nell'acqua le impedisce i movimenti...decisa a togliersela il prima possibile si gira per cercare il suo compagno di avventura. Lo trova proprio dietro di lei...le fà un cenno di assenso.
Lyrjin rimane perplessa...sara' mica che il nano sappia penetrare i segreti della sua mente?...ma ecco che le indica un mattone dorato posto sul fondo di quella stanza d'acqua...lo stupore della ragazza svanisce lasciando posto a un'espressione determinata e un sorriso soddisfatto appare sul suo volto.
Lyrjin si spoglia veloce mettendo tutti i suoi abiti in una borsa che poi passa al nano.
Con grazia nuota fino al fondo e senza esitazione posa il palmo della sua mano sul mattone dorato.
Premuto il mattone una serie di piccoli fori si formano sul pavimento, l'acqua comincia così a scendere lentamente e a defluire verso il basso.
Al posto del mattone dorato lentamente comincia a materializzarsi una porta.
Una porta dorata sul pavimento
Nuda e tremante Lyrjin si ritrova in ginocchio...la' dove c'era il mattone dorato ora c'e' il battacchio della porta che e' apparsa sul pavimento.
La ragazza si alza, volge il suo sguardo al nano e non puo' far a meno di trattenere un sorriso...
Quel vecchio nano barbuto ora sembra un pulcino spennacchiato tutto zuppo d'acqua com'e'.
Usando i poteri della sua mente lo solleva da terra, poi si avvolge nelle fiamme e anch'essa si solleva a mezz'aria...
"Nano, passami la borsa in modo che io possa rivestirmi...e se puoi asciugati un po'...Ora apriro' questa porta! Oramai si puo' solo avanzare!"
Il vecchio nano, galleggiando leggero nell'aria, scuote il capo in un gesto ormai familiare.
Gocciola copiosamente e pare esser piu' a disagio ora in volo che qualche istante prima, nella stanza sommersa.
Guarda la giovane, che non batte ciglio di fronte al suo sguardo. La squadra da capo a piedi. Lei lo fissa. Il nano assume un'espressione pensierosa, non sembra piu' accorgersi del suo volteggiare lento nell'aria. D'improvviso, getta il sacco di vestiti verso la fanciulla, con fare brusco.
"Rivestiti, forza. Mentre perdi tempo con questi giochetti, il triste Destino compie un altro passo verso di noi. E riportami a terra, che' dobbiamo proseguire". Per la prima volta dal suo arrivo al Castello, il suo tono suona autoritario...
"Povera giovane" riflette Rukgor amaramente, mentre sente le forze lasciarlo lentamente...
Lyrjin prende la borsa da terra e scruta attentamente il vecchio di fronte a lei come per valutarne i toni e le reazioni.
Il sorriso sul suo volto si piega in un ghigno malizioso.
"Che ti e' preso?...Non dirmi che non hai mai visto una donna nuda?!..."
Con fare divertito la ragazza si riveste mentre la sua mente riporta a terra il compagno evidentemente a disagio senza qualcosa di solido sotto i piedi.
La porta dorata risplende chiusa sul pavimento.
L'attenzione di Lyrjin e' ora tutta rivolta a quella soglia splendente...grazie al dono della chiaroveggenza che le appartiene da quando e' nata, apre la sua mente e tenta di scorgere cosa li attende...
Oltre la porta la giovane ragazza intravede a malapena un corridoio che scende verso il basso e verso l'oscurità. Aprire la porta vorrebbe quindi dire lasciarsi cadere verso il basso e verso ancora non si sa cosa.
Lyrjin avverte uno strano senso di inquietudine...guarda il nano...impassibile attende che lei apra la porta.
Non c'e' alternativa.
Con un gran sospiro la ragazza raccoglie le sue poche forze e afferrato il batacchio tira verso di se' la porta dorata aprendola...ed ecco il buio corridoio intravisto nella sua mente...e' ripido e oscuro...per un po' la ragazza rimane immobilizzata all'ingresso del passaggio che si perde nell'oblio dell'oscurita'...sembra piu' pallida...poi, senza guardarsi indietro, inizia ad avanzare lenta ed incerta verso il nulla che l'attende.
la giovane ragazza e il vecchio nano cominciano la discesa verso il nulla, riuscendo all'inizio a scalare il baratro verso il basso, aggrappandosi qua e là lungo le pareti fino quasi a rendersi conto di potercela fare, di riuscire a non cadere nel vuoto...cosa che inevitabilmente, vuoi per la stanchezza o per il destino avverso, alla fine accade. I due vengono fagocitati nel nulla...arrivando a cadere in un lugubre pozzo.
Il pozzo è sporco e scuro, una scala annerita e arrugginita risale verso un'apertura poco sopra le loro teste.
Lyrjin si risveglia di sopprassalto...una fitta alla gamba le strappa un gemito di dolore.
Tutto intorno a lei e' buio, l'umidita' le e' entrata nelle ossa e ha perso il senso del tempo.
La sua voce tremante e flebile rimbomba innaturale e sinistra nelle profondita' del nero pozzo.
"N-nano?"
Lyrjin piange sommessamente ricercando a tentoni nel buio il compagno di strada...un senso di angoscia e terrore le attanaglia il cuore...Fa' sempre piu' freddo...la gamba le fa' sempre piu' male...
Il suo urlo disperato rimbomba nel pozzo:
"NAAAANOOOOOOooo"
Ormai scossa dalla paura la ragazza si ranicchia in un angolo cercando di mettersi in contatto mentale con il suo compagno o con l'esterno...ma i suoi poteri non sembrano aver alcun effettto in quel luogo oscuro.
"Di che nano parli?!"
La voce proveniva, debole ma decisa, dall'angolo più buio della stanza.
"Ha varcato la porta mentre tu dormivi, già da un pezzo, il cigolio dei cardini rosicati proveniva più o meno di là...."
Ovviamente, al buio è impossibile capire la direzione in cui è puntato l'indice.
"Lo sapevo, avrei dovuto portare una torcia...Ma chi si poteva aspettare che la luce divina mi avrebbe abbandonato?"
E' un petto gracile quello che sospira, di qualcuno allo stremo.
"E poi i nani non hanno mai portato nulla di buono!Comunque, hai qualcosa da mangiare?E' un secolo che sono chiuso qui..."
Poi, come riscossosi dal torpore della fame e della sete, sofferenza che ti fa pensare solo a te stesso, egoista, e solo ai bisognacci del tuo corpo malandato ed inutile, l'essere flebile e trasparente per la magrezza tuonò, rincantucciato nel suo angolo buio: "E continua a piangere!Pentiti dei tuoi peccati, chè altro non avrai più da fare in questo posto!"
La giovane non è più sola...ma chi sarà mai questa strana figura apparsa stranamente dal nulla? e come mai questa persona pensa di trovarsi nel pozzo da secoli? e l'anziano nano avrà forse risalito la piccola scala del pozzo?
...
Non molto lontano
...
in una stanza buia e tetra una figura avvolta da un mantello d'ombra e nebbia osserva le due figure attraverso una sfera riflettente. Sul tavolo di fianco s'intravede un castello in miniatura e alcune pedine degli scacchi
La ragazza trasale nell'udire la voce che giunge dall'oscurita'.
Un senso di sollievo, quasi di gioia, la pervade...non e' sola!
Tra i singhiozzi inizia a muoversi verso la voce cercando di interrogarla "C-chi sei?" per capire da che parte essa provenga "Hai visto il nano uscire...allora...c'e' una via d'uscita?!".
L'acqua del pozzo le arriva appena alle caviglie e sotto i suoi piedi puo' sentire le ossa di chi prima di lei, da vivo o da morto, e' passato per quel pozzo.
"Cosa ci fai qui?"
Il dubbio, frutto della paura, si insinua lentamente...passo dopo passo...
"Come sei sopravvisuto fin'ora?"
domanda dopo domanda...
...ma non c'e' altra scelta che proseguire.
Sente di esser vicina ormai.
Avanzando lentamente, apre la sua borsa, ne estrae un tozzo di pane e allunga il braccio di fronte a se' sforzandosi di non tremare.
"Ho del pane se vuoi...non e' un gran che ma sempre meglio di niente..."
Con agilità improvvisa, le ginocchia dell'essere dell'ombra diventano molle, il corpo dinoccolato compie un balzo a ghermire il pane dalle mani della fanciulla.
"Non lo accetto per me, sappi" dice dopo un po', ancora masticando, "vedo che hai necessità di una guida, mio dovere è esserlo per te e mostrarti la via, perciò devo sostentarmi".
Il tizio era un umano di età indefinibile, ma non troppo vecchio, e ora che si era spostato alla luce non sembrava poi così malmesso, a parte i cenci che indossava.
Poi, nonappena i brani masticati di pane nel suo stomaco cominciavano a dargli energia, cercò di rispondere alle domande della ragazza.
"Sono qui da molto tempo", cominciò. Rifletteva:"Se misuro i giorni con gli intervalli delle mie preghiere - calibro perfetto per il tempo che passa - posso dirti che sono qui...vediamo...da ier l'altro. Come sono entrato, mi chiedi...C'era una porta lungo le mura, l'ho aperta, ho girovagato un po' al buio, e...ho perso la via...."
Un breve silenzio doloroso interruppe le sue parole.
"Di certo non mi sono fermato alla prima leva che ho trovato... Quale stolto lo farebbe", ridacchiò.
"Qualcosa di terribile si cela qui, e qualcuno adesca deboli di spirito facendo leva sull'avidità...non potevo non esserci. Non so da dove sia uscito il nano, o cosa abbia fatto, ho sentito solo un cigolio di cardini arrugginiti. Fortuna, la presenza di un nano non è mai buona cosa".
La ragazza osserva stupita la figura dinnanzi a se soppesando ogni sua parola con attenzione.
Un sorriso simile a un ghigno si delinea sul volto di Lyrjin, nei suoi occhi verdi non c'e' piu' paura....anzi, sembra divertita. E la sua voce ora e' determinata e sicura.
"Andiamo prete! E' ora di proseguire. Sorreggimi e guidami verso il rumore che hai udito!"
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Oryama Maestro della Mente e Gran Consigliere